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| Antica tradizione valdostana |
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Grolla
La coppa dell'amicizia deriva dalla grolla, ma non deve essere confusa con questa.Anche se in questo sito non facciamo una distinzione cosi ferrea difatti per noi la coppa dell'amicizia nel gergo comune ormai prende anche essa sempre il nome "grolla".La coppa dell'amicizia è panciuta, larga e presenta i caratteristici beccucci (che servono per bere "la ronde", cioè passandosi il recipiente). La sua origine risale a tempi antichi, quando era utilizzata quotidianamente come scodella di legno. Solo col passare degli anni ha assunto l'odierna forma.La grolla, invece, è un grande calice e, quindi, ha una forma verticale. L'etimologia di grolla è incerta, ma si dice che possa derivare dal Graal, il calice in cui bevve Gesù durante l'ultima cena.Di certo la grolla faceva parte fin dall'alto medioevo degli oggetti in uso nei castelli."Chi beve solo si strozza!!" questo il detto da cui parte la tradizione del caffè alla valdostana,inoltre a stimola l'allegria,è un ottimo dopocena perchè aiuta la digestione e concilia il sonno.Per utilizzarla al meglio, la tradizione vuole che la coppa abbia tanti beccucci quanti sono gli amici che intendono partecipare al rito. La coppa deve essere passata in senso antiorario partendo sempre dall'amico più anziano ed ognuno deve attingere al proprio beccuccio. La coppa non deve mai essere appoggiata, ma deve passare di mano in mano fino a quando il caffè non è terminato.Passando di mano in mano, la "Coupe" dispensa a ciascuno la propria razione di caffè alla Valdostana, con un ampio margine per ripetere il giro più e più volte. Difficilmente, però, si beve sempre dallo stesso beccuccio, e questo conferisce al rito quel tocco di promiscuità che crea aggregazione e coinvolgimento. |
